Castagneto Carducci

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Il territorio

Il Comune di Castagneto Carducci in Provincia di Livorno si estende su un territorio di 142 Km2 con una popolazione attiva di poco superiore ai 9000 abitanti. Il territorio comunale si inserisce nel cuore della “maremma livornese” meglio conosciuta come Costa degli Etruschi. Il territorio per la maggior parte è pianeggiante, specie lungo la costa dove tra l’altro si colloca l’importante riserva naturale del WWF all’interno del Padule di Bolgheri conosciuta come Oasi di Bolgheri, di proprietà dei Marchesi Incisa Della Rochetta, mentre tende ad innalzarsi dolcemente nell’entroterra specie a ridosso della parte boscata. La fascia costiera che si affaccia sul mar Tirreno è caratterizzata da un’ampia zona pinetata realizzata verso la metà del secolo XIX a seguito della bonifiche effettuate anche come protezione dai venti per i retrostanti terreni destinati alle attività agricole. Storia:Castagneto Carducci, e più in particolare il suo territorio, si legano moltissimo alla celebre famiglia dei Conti Della Gherardesca che fin dai tempi della Repubblica Pisana conserva una posizione di primo piano. In effetti le maggiori proprietà di terreni agricoli e boschivi furono per moltissimi anni di proprietà della ricca casata. Il toponimo deriva da castagneto per cui Castagneto prende il suo nome da bosco di castagni. Agli inizi del ‘900 fu aggiunta la specificazione di “Marittimo” cioè della maremma. Una denominazione che durò meno di un decennio poiché nel 1907 Castagneto, da Marittimo, prese il nome di Carducci in onore del famoso poeta che da bambino vi abitò per lunghi anni come spesso viene ricordato nelle sue celebri poesie tra le quale meritano una citazione “Borgo Antico” e “Davanti San Guido”. La famiglia Della Gherardesca ha per patronimico Gherardo, signore di Pisa e Volterra che, nel X secolo prese il possesso di enormi quantitativi di terreno nella maremma all’interno della quale esercitava il ruolo di vicario della Repubblica Marinara di Pisa, divenendo successivamente Signore del castello di Donoratico e dei suoi possedimenti tra i quali vi si ritrovano Castagneto e Bolgheri che conservano tuttora intatti alcuni tratti storici e distintivi dei loro feudi. Economia: L’economia di Castagneto è legata soprattutto a due settori ben precisi, assai collegati fra loro, che sono l’agricoltura da una parte, ricca di eccellenze fin da tempi più lontani, che si è evoluta e modificata nel tempo e al turismo balneare ed enogastronomico che, specie nel periodo estivo, usufruisce delle numerose strutture ricettive presenti sul territorio. Il territorio rurale costituisce, soprattutto nella piana di Donoratico e di Bolgheri una quota rilevante del totale destinato alle attività agricole, la rimanente parte, poco meno del 50%, è boscata e destinata parzialmente in alcune zone ad attività faunistico-venatorie.

Negli ultimi cinquant’anni il territorio destinato ad attività rurali ha avuto delle modificazioni importanti sia nella parte collinare, dove un tempo era prevalente la coltivazione dell’olivo, mantenuta ancora oggi, insieme alla presenza di piccoli ma numerosi insediamenti zootecnici, soprattutto bovini, a conduzione familiare, che venivano alimentati nel periodo primaverile ed estivo allo stato brado che nel periodo invernale venivano ristallati e alimentati con foraggere proveniente dai terreni aziendali. Nelle piane di Donoratico e Bolgheri è sempre esistita un’agricoltura promiscua con presenza di vite, di olivo, ma destinata soprattutto alla coltivazione dei cereali e successivamente ad ortaggi, coltivati prevalentemente nel territorio facente parte della frazione di Bolgheri. A queste produzioni nel tempo si sono succedute prima la coltivazione della pesca, molto nota sui mercati per le sue qualità organolettiche dovute agli aspetti pedoclimatici che costituiscono una peculiarità del territorio castagnetano, sostituita successivamente dalla coltivazione della fragola a pieno campo e in serra. Castagneto è conosciuto nel mondo soprattutto grazie ai grandi vini della doc di Bolgheri. E’ comunque un territorio di eccellenze agroalimentari dove primeggiano gli straordinari vini, ma anche l’olio – abbiamo un patrimonio olivicolo non indifferente – insieme ad altre produzioni minori ma indubbiamente importanti per il livello occupazionale e, più in generale, per l’economia del nostro Comune. A Castagneto si trova, poi, la più importante azienda di trasformazione di produzioni agroalimentari biologiche della Toscana, tra le prime tre in Italia, che ben si inserisce in un progetto che qualifica la sostenibilità ambientale. Fino ad alcuni anni fa si sarebbe potuto pensare che per ottenere tutto ciò, per primeggiare, avremmo dovuto sostenere un alto tasso di inquinamento ambientale, dall’aria alla falda acquifera. Oggi, invece, all’interno delle imprese agricole si parla di innovazione e di buone pratiche agronomiche con un uso molto contenuto di prodotti di sintesi. Certamente possiamo sostenere che la produzione di eccellenze agroalimentari e sostenibilità ambientale sono le due facce di una stessa medaglia che devono assolutamente convergere e che dal loro rapporto molto dipenderà del mantenimento e del futuro del nostro territorio. Ormai è dimostrato che la qualità di un prodotto non dipende dall’uso esagerato di prodotti chimici ma si fonda essenzialmente sull’applicazione di corrette pratiche agronomiche che siano rispettose della natura e delle risorse che questa ci offre e che sono un patrimonio dell’intera umanità. Oggi, quindi, le imprese agricole presenti pongono sempre una maggiore attenzione alla qualità, intesa in una accezione più ampia, all’interno della quale si utilizzano mezzi produttivi e di difesa delle avversità delle produzioni agricole, volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare le fertilizzazioni nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici. Questo metodo nasce dall’esigenza di concepire la gestione dell’agroecosistema con mezzi e tecniche rispettose e conservative dell’ambiente, a supporto di un’agricoltura sostenibile e di uno sviluppo agricolo rurale che sappia coesistere con l’ottimizzazione delle risorse naturali disponibili. Ecco perché il Comune di Castagneto ha sposato e fatto suoi i valori e i pilastri contenuti nel progetto della bandiera con le Spighe Verdi che si pone l’obiettivo irrinunciabile, specie se visto in un’ottica di prospettiva di breve-medio periodo, di portare i Comuni rurali ad adottare specifiche politiche indirizzate alla massima attenzione della sostenibilità. Il progetto “Spighe Verdi” che, come detto, abbiamo sposato fin dall’inizio si coniuga molto bene con le caratteristiche territoriali, rurali ed ambientali di Castagneto Carducci e quindi il desiderio è di poterci lavorare per promuoverlo in tutti i suoi fondamenti e contenuti che vanno dalla partecipazione pubblica all’educazione, a partire dalle scuole presenti sul territorio, per uno sviluppo sostenibile, al corretto uso del suolo, alla presenza di produzioni agricole tipiche fino all’applicazione di misure di prevenzione per la salvaguardia del territorio, evitando di arrivare all’adozione di provvedimenti curativi che rappresenterebbero solo dei palliativi dato che un territorio e un ambiente ammalorati non ritornerebbero mai più al loro originario equilibrio.

Le produzioni agroalimentari presenti sul nostro territorio, ottenute tramite la valorizzazione di quelle che noi chiamiamo corrette pratiche agronomiche, ovvero attività sostenibili, sono essenzialmente i grandi vini della Doc di Bolgheri che hanno portato il nome di Castagneto ben oltre i confini dell’Europa tra i quali citiamo, come pura testimonianza, il Sassicaia, l’Ornellaia, il Masseto, Il Paleo, Guado al Tasso, Il Castello di Bolgheri ecc, senza voler far torto alcuno a quelli meno noti ma non per questo meno importanti ai fini dell’economia del nostro territorio soprattutto per quanto concerne lo sviluppo occupazionale della forza lavoro. Non meno importante è l’olio toscano ad indicazione geografica protetta –IGP – dove primeggia la Cooperativa Terre dell’Etruria, che il più grande produttore di olio certificato Toscano I.G.P. destinato all’esportazione, per arrivare all’Azienda Fonte di Foiano e all’Antico Frantoio Serni tanto per citarne alcuni tra i più significativi. Di assoluta qualità, anche se per certi versi residuali ma complementari alle produzioni anzi dette, sono quelle ortofrutticole che si coltivano in prevalenza nella piana di Bolgheri e in quella di Donoratico tra le quali merita una citazione particolare la patata coltivata sul territorio bolgherese che è richiestissima sul mercato per le sue riconosciute qualità organolettiche.

Nicolò Incisa della Rocchetta “Azienda agricola Tenuta San Guido”

Quando pensa all’anno terribile della scomparsa del padre, il 1983, Nicolò Incisa della Roscchetta non può fare a meno di riconsiderare le due grosse sfide che gli si pararono dinanzi: “Un’attività, quella dei cavalli, in un declino che sembrava inarrestabile; la novità Sassicaia, promettente ma impegnativa, un vino che doveva uscire dalla clandestinità, senza perdere le sue straordinarie qualità d’origine”. Ad oggi i conti sembrano tornare. A Bolgheri si allenano ancora i purosangue e si respira quell’aria di cui gli Incisa non possono fare a meno. Il terreno sul quale Nicolò Incisa della Rocchetta ha vinto totalmente è quello del vino. Il Sassicaia oggi è un prodotto di punta del made in Italy e ha raggiunto il suo equilibrio.

Il Sassicaia ha fatto da fermento per tutto l’ambiente. Una Maremma selvatica, ignota al mondo, immobile nei secoli alle spalle di una fascia costiera minacciata dalla solita urbanizzazione all’ italiana. Questa era la realtà del luogo fino a poco tempo fa.

Mario e Clarice Incisa sono stati i primi in Italia a mostrare sensibilità verso i problemi ambientali, creando nel 1958 la prima grande Oasi per la protezione degli uccelli migratori, in particolare quelli acquatici. Nasce così il Padule di Bolgheri, zona ‘umida’ di importanza internazionale, porto sicuro per gli uccelli acquatici ove sostare durante le migrazioni lungo la costa Tirrenica.

I vini della Famiglia Incisa sono oggi distribuiti in tutto il mondo ma la filosofia non è cambiata: il vino è essenzialmente una passione. Il contatto con la terra è tanto caro a Nicolò quanto lo era a Mario, identica la dedizione e l’amore per i cavalli, analoga la sensibilità verso l’ambiente. La scuderia dei cavalli da corsa, l’oasi affacciata sul mare e i vigneti, sono a tutt’oggi il cuore e i cardini della Tenuta.

Il Comune di Castagneto Carducci è percorso da nord a sud dalla Via Aurelia, alla quale si affianca la Variante Aurelia, una superstrada a due corsie per ciascun senso di marcia che si raccorda all’autostrada A12 all’altezza di Rosignano Marittimo. A Castagneto Carducci è possibile fare un percorso di circa 13 km di trekking: una passeggiata tra spettacolari panorami lungo i quali si trovano tre sorgenti, la meno conosciuta posta in loc. Poggio al Grillo, e le due ben più note e importanti anche a livello storico, che sono la Bolla del Conte Piero e la Sorgente delle Loppole che per lungo tempo sono state le uniche fonti di alimentazione dell’acquedotto comunale. Il Comune è ricco inoltre di un patrimonio storico culturale tra cui meritano sicuramente una citazione la Torre di Donoratico “alla cui porta nera Conte Ugolin bussò….”, il Parco Letterario e Museo-Archivio “Giosuè Carducci” all’interno del quale è conservato materiale riguardante la vita e le opere del poeta. Il parco letterario è caratterizzato da vari itinerari che ripercorrono luoghi e paesaggi del territorio castagnetano presenti nelle opere e nella vita del Carducci, l’Oasi di Bolgheri, già citata in precedenza, voluta dal Marchese Mario Incisa della Rocchetta al quale molto si deve per la conoscenza di Bolgheri e Castagneto nel mondo, Castiglioncello di Bolgheri, il Castello della Gherardesca a Castagneto Carducci, il Castello di Segalari, lo Storico Viale dei Cipressi di Bolgheri “i cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar….” e il cimitero di Nonna Lucia sempre a Bolgheri. Tra i monumenti e luoghi di interesse vi sono architetture religiose tra i quali la propositura di San Lorenzo, opera che risale all’epoca medioevale, la chiesa dei Santi Jacopo e Cristoforo a Bolgheri posta proprio all’ingresso della Frazione e unita al Castello, che è una delle più antiche testimonianze architettoniche della zona e la chiesa del Santissimo Crocifisso costruita nel XVI secolo a Castagneto Carducci.