Ostuni

Montefalco
ottobre 24, 2016
Pisciotta
ottobre 25, 2016
 

Il territorio

Ostuni detta anche la Città Bianca, per via del suo caratteristico centro storico, è una città di origine messapica che si sviluppa su tre colli, distinguendosi, tra il verde delle campagne, per il candore delle case imbiancate a calce e per il contrasto della pietra bruno – rosata, utilizzata per innalzare i più significativi monumenti. L’immagine totale è caratterizzata da un’armonia con il contesto paesaggistico: stratificazioni di diverse epoche storiche, che risultano facilmente leggibili dall’analisi urbanistica, che mostra la primitiva acropoli messapica cinta da mura ridisegnate in età aragonese, e case terrazzate bianche, con corti interne e strettissimi vicoli di dichiarata ispirazione orientale. Importante è la cattedrale, eretta tra il 1435 e il 1495 che possiede una originale facciata caratterizzata da un portale strombato e dall’archivolto ogivale; all’apice il grandioso rosone tagliato in 24 raggi. La piazza antistante il duomo accoglie il Palazzo Vescovile. Poco distante i resti del castello, inglobati nell’Episcopio. Un’altra interessante costruzione è la chiesa Santa Maria Nuova (1561) e il santuario di Sant’Oronzo, eretto a fine 600 in una conca tra due speroni delle Murge. Di rilevante interesse è anche il Parco Archeologico e Naturalistico di Santa Maria D’Agnano, che conserva la grotta-santuario, presso la quale furono ritrovati i resti risalenti a 28 mila anni fa di “Ostuni 1”, giovane donna partoriente, attualmente custoditi nel Museo delle Civiltà Preclassiche e della Murgia Meridionale. Ostuni ha 33.000 abitanti ed un territorio esteso 22.000 ettari con 22 km di costa. La sua economia è cresciuta esponenzialmente negli ultimi dieci anni, diversificando le attività, principalmente basate sul settore agricolo e di trasformazione, con le attività turistiche e culturali. Tanto da diventare uno dei luoghi di punta del turismo della regione Puglia. Sviluppato è anche il settore dei servizi e quello del terziario avanzato. Nel suo territorio ricade il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo e il Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria d’Agnano. La sua costa è riconosciuta dalla FEE con la Bandiera Blu. Il Parco Naturale Regionale Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo si estende nei territori di Ostuni e Fasano su circa 1.100 ettari, lungo 8 chilometri di costa e si inoltra verso le aree agricole interne, occupate da oliveti plurisecolari, insediamenti rupestri con frantoi ipogei e chiese e antiche masserie. Al suo interno ricade il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Litorale brindisino” compreso nella rete europea “Natura 2000”. Il Parco Naturale Regionale è stato istituito con Legge regionale n. 31 del 27 ottobre 2006. Gli ambienti seminaturali degli oliveti secolari, posti nell’entroterra sono circondati da una fitta rete di muretti a secco, che, oltre a qualificare il paesaggio, è uno strumento di tutela della biodiversità. Tra essi sopravvivono gli ultimi lembi di macchia mediterranea e le querce, che popolavano anticamente la piana.

Il territorio di Ostuni è collocato tra la costa e le aree interne e trova il suo valore nell’armonico rapporto tra centro abitato e territorio circostante dove la bellezza del paesaggio agrario e naturale che rappresenta l’elemento di attrazione principale in grado di generare ricchezza anche per altri settori dell’economia – per il Sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola – il paesaggio di questo territorio varia da quello costiero, con la presenza di zone umide e lunghe spiagge sabbiose, a quello della Piana degli oliveti monumentali, dove sono presenti alberi di olivo con un’età che va dai 2500 anni ai 500 anni. Un paesaggio unico e omogeneo tale da formare un vero bosco di olivi che si staglia fino al mare Adriatico e che custodisce al suo interno masserie seicentesche, oltre cento frantoi ipogei di epoca messapica e romana, antichi insediamenti rupestri, un dolmendi oltre 4 mila anni fa ed un antico tracciato romano, la via Traiana che attraversa uno degli oliveti più antichi del mondo. Questa strada termina alle colonne romane sul porto di Brindisi ed è oggi stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come via Francigena del sud, prosecuzione naturale della strada che da Canterbury giungeva a Roma, e che da Roma attraverso Brindisi giunge a Gerusalemme. In questa porzione di territorio negli ultimi anni è stato istituito un Parco Naturale, quello delle Dune costiere, dato valore al tracciato della Traiana, con aree di sosta per ciclisti, una ex Casa Cantoniera recuperata per ospitare un’Albergabici a poche centinaia di metri dalla Traiana con una ciclofficinae 18 posti letto, una ex stazione ferroviaria, quella di Fontevecchia che si interseca con la Traiana anche essa recuperata per ospitare la Casa del Parco. Infrastrutture un tempo dedite alla mobilità pesante e che oggi sono a servizio della mobilità dolce. Infatti la via Traiana è inserita nei percorsi di lunga percorrenza di Bicitalia (Via Adriatica che da Venezia giunge a Leuca passando da Brindisi). Queste politiche in questi anni hanno consentito una penetrazione dolce del territorio e dato valore alle produzioni tipiche legate al territorio e al suo paesaggio, a cominciare dall’olio extravergine di oliva ottenute da piante monumentali, o presidi Slow food come il pomodoro Regina di Torre Canne, un pomodoro da serbo raccolto in estate per essere consumato di inverno, o la pesca sostenibile alle anguille e ai cefali all’interno di antichi impianti di acquacoltura del 1500 certificati con metodi biologici e prelevati attraverso una pesca dimostrativa nei mesi di dicembre come tradizione vuole, in una cornice di famiglie e bambini a cui viene illustrato il ciclo biologico dell’anguilla, specie da tutelare e con rischi di estinzione per il prelievo forsennato senza alcuna programmazione. Questi come tante altre, sono pratiche di agricoltura sostenibile ed un nuovo tipo di turismo di tipo esperenziale che si fonda su un rapporto equilibrato e rispettoso delle comunità locali, soprattutto di pescatori e agricoltori.

Le politiche messe in atto in questi anni finalizzate ad assicurare valore aggiunto alle produzioni agroalimentari e a garantire il mantenimento del paesaggio rurale e costiero sono state tante: – la presenza dellaDOP “Collina di Brindisi” che prevede nel suo disciplinare che l’olio debba provenire per almeno il 75% da piante appartenenti alla cultivar “Ogliarola salentina” che si identifica con la pianta di olivo monumentale; – la presenza di Presidi Slow food come il pomodoro Regina di Torre Canne, lungo la costa di Ostuni; – la presenza di una Fondazione sulla Dieta Mediterranea impegnata nell’attività di divulgazione scientifica dell’alimentazione mediterranea e degli effetti positivi sulla salute, oltre che della promozione delle produzioni tipiche in Puglia, in Italia e all’estero; – un BioItinerario della Via Traiana che mette insieme aziende agricole che adottano metodi da produzione biologica e che al tempo stesso svolgono ospitalità rurale e altre forme di multifunzionalità aziendale (come masserie didattiche e di erogazione di servizi di fruizione del territorio) dove la sostenibilità rimane la regola principale di rispettare; – si è consolidato un turismo dell’olio che vede coinvolte masserie con olivi monumentali che organizzano corsi di assaggio dell’olio ottenuto da olivi monumentali, al punto che queste aziende sono recensite come la principale attrattiva da vedere in Ostuni dai social sul turismo più accreditati a livello mondiale. Tale binomio olio e turismo è testimoniato dalle 15 boutique dell’olio presenti nel centro storico di Ostuni, punti vendita allestiti da aziende olivicole che chiudono la filiera con la vendita diretta; – l’inserimento della Piana degli oliveti monumentali di Ostuni e degli orti medioevali che cingono la cinta muraria di Ostuni nel Registro dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole, oltre alla volontà espressa con Delibere di Giunta, da parte dei Comuni di Ostuni e Carovigno ad avviare l’iter per la candidatura all’UNESCO della Piana degli olivi monumentali come patrimonio mondiale dell’umanità.

Altri Prodotti

Fiorone di Torre Canne La coltivazione dei ficheti si è sviluppata nel dopoguerra, quando il consumo degli alimenti era a km zero e la popolazione necessitava di prodotti ad alto valore energetico. Il fiorone è il primo a maturare in estate.

Miele biologico di timo del Parco Le essenze naturali del Parco (timo, menta selvatica e altro) sono visitate dalle api per la produzione di un miele biologico dal sapore robusto e dalle intense sfumature.

Anguille e cefali dorati degli antichi impianti di acquacoltura; l’allevamento del pesce è pratica antica nelle zone lacustri del Parco. Un sistema di regimazione delle acque sorgive in collegamento con il mare ancora oggi produce con metodi biologici anguille e cefali dorati, per i piatti tipici delle festività.

Corrado rodio “Masseria Brancati”

La mia come altre aziende presenti nel territorio sono luoghi dove sono promossi non solo i prodotti ma anche le attività proposte per la conoscenza e visitazione del territorio. Anche in bassa e media stagione si organizzano passeggiate a piedi, in bici, a cavallo, degustazioni di oli o di formaggi o prodotti da forno ecc. Per gli olivi monumentali la Regione ha promosso il censimento degli olivi storici. Gli olivi monumentali della Masseria Brancati sono la mia vita e la mia passione. Premesso che tutta la Puglia è ricca di splendidi olivi, quelli della mia masseria hanno qualcosa di speciale, sarà perché il terreno è inerbito,in quanto si pratica l’agricoltura biologica, sarà che mi sono rifiutato di fare degli infittimenti per godere della bellezza dei tronchi, vere sculture della natura o forse per la presenza di esemplari unici come il Gigante, la Capanna, L’albero di Adamo ed Eva, e il Grande Vecchio, esemplare questo che è riuscito ad emozionare tantissime persone. Si è piegato, attorcigliato tre volte su se stesso e adagiato su una colonnina di pietre proprio come un vecchio col suo bastone. Ma non solo bellezza, queste piante di circa 2000 anni di vita, producono olive da cui si ricava un meraviglioso olio extravergine, che viene tracciato e certificato “da Olivi Secolari di Puglia”. C’è stato un periodo, che pur avendo intrapreso la strada della qualità dell’olio, ero demotivato e non vedevo un futuro per la mia attività. Aver puntato sul biologico è stato determinante insieme a tutte le attività svolte insieme al fine di promuovere l’olio. Ci siamo inventati, tra le altre cose, la degustazione didattica degli oli di oliva, non solo per far conoscere i miei oli di eccellenza, ma anche per insegnare pregi e difetti degli oli, far conoscere la loro classificazione, come conservarli, l’abbinamento olio/cibo. Ormai, da 8 anni è un appuntamento fisso, tutti i mercoledì della media ed alta stagione. Il cibo in Italia non è solo una questione di nutrizione: riguarda lo stile di vita, la cultura e la condivisione. L’olio extravergine di oliva è l’alimento principe della dieta mediterranea che, se genuino, è un vero toccasana per la nostra salute. Penso conosciamo tutti i benefici apportati da sostanze antiossidanti, vitamine ecc. Così come tutti conosciamo la storia millenaria dell’olivo e dell’olio e la simbologia che rappresentano, l’olivo è il simbolo della pace e dell’immortalità.

In bici lungo l’antico tracciato romano della via Traiana per scoprire antiche masserie dall’architettura spagnoleggiante, frantoi ipogei romani e medievali e per cogliere l’occasione di immergersi nel misterioso e affascinante mondo delle gravine, qui chiamate “lame”, (tra queste Lamacornola o Torre Bianca) con insediamenti rupestri fatti di chiese bizantine, frantoi, jazzi per le pecore, abitazioni, veri villaggi rupestri nascosti da una folta e ricca vegetazione mediterranea di grande interesse naturalistico. Molte escursioni e visite guidate coinvolgono cicloturisti lungo l’antico tracciato romano della via Traiana, anche per cicloescursionisti che giungono in treno (presso la stazione ferroviaria di Ostuni o Cisternino) con le bici al seguito, utilizzando un accordo stipulato tra Regione Puglia, Trenitalia e Ferrovie Sud Est che vede la possibilità di trasportare la bici sul treno senza pagare supplemento. Come già sottolineato relativamente alla rete infrastrutturale, nel territorio di sono presenti due importanti assi infrastrutturali strategici per la mobilità sostenibile e il turismo lento: – laciclovia Adriatica facente parte dell’Itinerario di lunga percorrenza n. 6 di Bicitalia, che da Venezia giunge a Santa Maria di Leuca, e che corre lungo il tracciato della via Traiana attraversando la Piana degli olivi monumentali di Ostuni; – laciclovia dell’Acquedotto Pugliese facente parte dell’Itinerario n. 11 di Bicitalia che corre lungo la strada di servizio del canale principale dell’AQP (lungo 250 km da Capo Sele in Campania fino alla Murgia dei trulli) attraversando il territorio di Ostuni. Si riporta inoltre il recente riconoscimento della via Appia-Traiana che da Roma giunge a Brindisi come “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa”, in quantoproseguimento a sud sulla Via Francigena che da Canterbury giunge a Roma, per giungere a Gerusalemme attraverso Brindisi. Ciò rappresenta una grande opportunità di sviluppo per un turismo sostenibile basato sui cammini di fede e sui pellegrinaggi che attraversano in modo lento e consapevole i territori e le aree rurali sul modello di quanto sviluppatosi nei decenni passati a Santiago di Campostela.