Pisciotta

Ostuni
ottobre 25, 2016
Positano
gennaio 15, 2017
 

Il territorio

“Su quel monte c’è un ciuffo di ulivi…ulivi, sempre più ulivi! Pisciotta si svolge in tre fasce su una parete: la più alta è il vecchio paese, di case gravi e brune e a grandi arcate; in mezzo, sono ulivi sparsi come pecore a frotte; la terza, a livello dell’acqua, la formano case nuove e leggere, i cui muri sembrano torniti dall’aria in peristili. Ed ora gli ulivi hanno un alone di luce intorno alle foglie, come i santi.” Tratto da “Viaggio nel Mezzogiorno” di Giuseppe Ungaretti. Le prime ipotesi sulle origini e sulla storia di Pisciotta sono collegate alla distruzione di Troia (650 a.C.). I troiani, sfuggiti all’incendio ed alla distruzione della loro città, approdarono sul lido ionico e si spinsero fino nel mar Tirreno, sul lido dell’odierno Golfo di Policastro. Qui essi fondarono la colonia di Pixous nel 194 a.C.. La Pixous greca divenne la Buxentum romana (l’attuale Policastro) e nel 915, quando questo centro viene depredato e bruciato dai saraceni di Agropoli, gli abitanti cercarono scampo sui monti e sulle alture circonvicine. Molti si trasferirono al di là dei promontori di Palinuro, dove formarono un piccolo villaggio, che chiamarono, in ricordo della perduta patria, Pixoctum, cioè piccolo Pixous. Da Pixoctum si ebbero poi Pixocta, Pissocta e Pisciotta. I Caracciolo (1270), i Sanseverino (nel 1400), i Pappacoda (1590), sono alcune delle famiglie (tra le più potenti del Regno di Napoli) ad averne avuto il possesso. L’anno 1806 fu teatro di duri scontri tra francesi e borboni. La guerra tra francesi e spagnoli, i moti del Cilento e l’epopea garibaldina, a cui, in nome dell’indipendenza e della libertà, presero parte numerosi cittadini pisciottani, sono i grandi avvenimenti della storia che coinvolsero il paese. Il Cenotafio di Palinuro, il castello, le torri di avvistamento, la chiesa di S. Pietro e i palazzi padronali, sono alcune testimonianze di questo passato, tramandate fino ai nostri giorni. Il Comune di Pisciotta, che ad oggi presenta circa 2800 abitanti, è inserito nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni. L’abitato principale di Pisciotta, a circa 100 km a sud del capoluogo Salerno, si è sviluppato intorno alla cima di una bassa e ripida collina prospiciente il mar Tirreno, sui cui fianchi scorrono i torrenti Fiori e S. Macario. Le foci dei due corsi d’acqua delimitano più a valle la piccola frazione di Marina di Pisciotta, sul litorale sottostante. Più all’interno, a circa 9 km dal centro abitato di Pisciotta Capoluogo, e a maggiore altitudine, sorge la frazione Rodio, che la leggenda vuole originata da un insediamento di Cavalieri di Rodi. Infine, a circa sette chilometri in direzione di Palinuro si è sviluppata la frazione Caprioli, composta di diversi borghi sparsi su un’area relativamente vasta, che va dal mare alle basse colline retrostanti. Le principali tradizioni del posto sono: la raccolta delle olive e la produzione di olio DOP; la pesca delle alici di menaica; la costruzione di gozzi in legno armati a Vela Latina e l’antichissima tradizione dell’essiccazione al sole dei fichi bianchi del Cilento. Il Comune di Pisciotta, a testimonianza di un’attenta e costante applicazione della cosiddetta politica ambientale, è in possesso da diversi anni della certificazione ambientale secondo la norma ISO14001, nonché del riconoscimento della FEE Italia Bandiera Blu ininterrottamente dall’anno 2001.

Amministrare un Comune del Sud-Italia di piccole dimensione nell’attuale condizione sociale ed economica impone delle scelte per provare a segnarne il suo futuro, il suo sviluppo, il suo destino. La prima scelta è stata quella di non prendere a modello il c.d. “progetto grottesco” di taluni comuni costieri, sia vicini che lontani, che hanno riempito qualsiasi spazio a disposizione con nuove costruzioni assecondando una spinta al consumo del territori dal quale si è immediatamente inteso prendere le distanze. Da questo punto di vista la scelta operata è stata, in sintesi, quella di eliminare l’invasione del territorio da parte di costruzioni “senza memoria e senza luogo” e ciò non per un vezzo estetico superficiale ma per una profonda insostenibilità di un modello che a fronte di benefici economici nel breve periodo divora il paesaggio privandolo del suo orizzonte fisico e mentale. E’ stato necessario, quindi, comporre un quadro di riferimento in grado non solo di essere sostenibile ma anche efficace in relazione alle risorse e alla difficoltà del nostro vivere in un luogo suggestivo ma economicamente povero se non nel periodo della stagione turistica. Per questo si è cercato di valorizzare tutto ciò che connotava positivamente la comunità locale su vari fronti, accompagnando le esperienze micro-imprenditoriali tese a conservare e trasformare correttamente i prodotti locali, essenzialmente l’olio e le alici di menaica. È stato inoltre creato un nuovo sistema di mobilità interno al territorio comunale con un servizio sostenuto interamente dal Comune (dotato di un piccolo pullman e di due Apecar per trasporto passeggeri) che ha consentito con percorsi fissi e a chiamata la conoscenza non solo della fascia costiera ma anche delle realtà interne e rurali e delle loro produzioni agricole e artigianali. Infine un’attenzione particolare è stata riservata al patrimonio artistico ed architettonico esistente nel Comune operando scelte conseguenti che hanno privilegiato nella richiesta di finanziamenti regionali ed europei per il recupero di un importante bene ubicato nella frazione rurale di Rodio: il “Palazzo Landulfo”. Nel centro storico di Pisciotta, interamente pedonalizzato, a seguito di un atto di comodato con la proprietà sono state restaurate con fondi propri e messe a disposizione dei visitatori due cappelle della famiglia Pinto risalenti al 1600 (Cappella della Mercede) e al 1700 (Cappella di S. Michele). Tali scelte alimentano un interessante circuito di turismo “di conoscenza” del nostro territorio che è il vero obiettivo che ci si pone per sottrarre Pisciotta e il Cilento da fenomeni turistici generici ed insignificanti. Questo è l’orizzonte che s’intende perseguire per rendere coerente e sostenibile con la nostra storia e la nostra natura il tempo che ci sta davanti.

On.le Ettore Liguori

Sindaco del Comune di Pisciotta

Silvio Trama “Azienda agricola Silvio Trama”

L’azienda Agricola “Silvio Trama” nasce nel 2006 con l’obiettivo di rivalutare ed esaltare la qualità dei prodotti tipici locali: fra tutti l’olio extravergine di oliva ottenuto da piante di olivo della qualità pisciottana, vino da vitigni autoctoni, fichi della varietà Fico Bianco del Cilento. Il nostro background del processo di rivalutazione delle tipicità locali è rappresentato dalla ricerca e dal recupero di alcuni antichi vitigni locali del basso Cilento in via di estinzione, nonché nella valorizzazione di oliveti della qualità pisciottana. L’azienda, situata nel territorio del Comune di Pisciotta ed in parte nella frazione Foria del viciniore Comune di Centola, al momento è a conduzione familiare ed attivamente impegnato in campo è il titolare Silvio Trama: l’obiettivo è quello di garantire prodotti finali di indiscussa qualità. Per perseguire tale obiettivo è necessario implementare, fin dalle più semplici ed elementari pratiche agricole, sistemi di conduzione biologica che garantiscano sostenibilità al processo produttivo: utilizzare il territorio nel rispetto delle sue “leggi naturali” senza comprometterne la futura fruizione. Testimonianza di tale impegno è la certificazione BIO rilasciata, per i circa 5 ha di cui è composta l’azienda, da parte della Bioagricert srl – Organismo Nazionale autorizzato al controllo e certificazione delle produzioni biologiche. Nonostante la presenza di criticità sul territorio, quali la non perfetta accessibilità e la presenza di abbondante fauna selvatica, il nostro lavoro si fonda sulla passione per quel territorio stesso che tuteliamo in ogni sua parte attraverso la negazione nell’utilizzo di agenti chimici per la trasformazione dei prodotti e per la coltivazione e conduzione dei fondi: il tutto nel rispetto del ciclo naturale delle coltivazioni senza l’utilizzo di sistemi intensivi. La filiera dell’azienda attualmente produce: fichi bianchi del Cilento secchi e farciti; cioccolatini di fichi bianco del Cilento; vini biologici; Vino Fiano; Olio vergine ed extravergine di Oliva, marmellate e confetture.

Il territorio di Pisciotta, orograficamente variegato passando da rinomate spiagge fino a giungere in alta collina, presenta itinerari locali di particolare bellezza e singolari punti panoramici. Diversi sono i percorsi naturalistici presenti sul territorio che offrono all’utente la possibilità di scoprire luoghi di particolare suggestione. L’itinerario che porta al “Castelluccio” è lungo circa 10km, partendo dalla piazza principale di Pisciotta Capoluogo si imbocca il sentiero di fianco al bar Il Frantoio e si passa attraverso il torrente Fiore. Passando fra uliveti e vigneti si giunge in un paesaggio tipicamente collinare governato dalla presenza di vegeta macchia mediterranea fino a giungere alla località Pietralata; da qui, seguendo la strada principale, si giunge alla cima del “Casteluccio” dove sono visibili i resti di una torre di avvistamento risalente al IV secolo a.C. Giunti in cima si apre un paesaggio che sconfina dalle coste di Punta Licosa a Capo Palinuro, dal monte Stella, al monte Gelbison fino ad arrivare al Cervati (monte più alto del Cilento). Un secondo itinerario di particolare bellezza è quello che congiunge il centro abitato di Pisciotta alla frazione Rodio: partendo dalla suggestiva scalinata in pietra di via Tuvolo, si sale attraverso uliveti secolari; giunti nella parte più alta del sentiero, prima di imboccare la discesa attraverso castagneti e macchia mediterranea, è possibile godere delle più belle vedute panoramiche del centro storico di Pisciotta. Giunti alla frazione Rodio è possibile visitare l’antico borgo ed in particolare il Palazzo baronale degli eredi della famiglia Landulfo. Un terzo itinerario locale degno di nota è quello che da Pisciotta conduce alla frazione Marina: partendo dal cuore del borgo di Pisciotta costituito, fra gli altri, dal Palazzo Marchesale, dal Palazzo Mandina e dalla chiesa Madre, si imbocca un percorso negli uliveti più antichi e belli di tutto il territorio pisciottano, fino a giungere al porto turistico ed alla spiaggia dell’Acquabianca. Si segnala, infine, che il Comune di Pisciotta è attraversato dal Sentiero E12 Med che dall’Italia, partendo da Castrocucco di Maratea, giunge fino in Marocco.